martedì 2 ottobre 2007

abiti cuciti da fate


abiti cuciti da fate, porpore tessute da nereidi in caverne sottomarine
per nudità sette volte denudate, in un'oscurità tre volte oscurata
ora un filo tirato sopra e sotto il tavolo un corpo in un
algoritmo in un corpo luogo nullo di cancellazioni incrociate-una voce:
diamanti che esplodono in luce.

prosegue a matita: nell'illimite cornice che è
una periferia senza centro nei gesti multipli e singolari di
corpi senza organi, in nomi che sono ospiti nomadi in
precessioni non lineari di monadi, nel fondo curvo di una coppa
nelle pieghe d'un ventaglio nell'estasi di menadi qui altrove.


seconda didascalia iconografica sull'idea di una città e di un testo senza fine per chi pensa


Lot e le figlie - da Cort e Goltzius



<

prima didascalia iconografica intorno ad un'idea di città e di un testo senza fine per chi pensa






elementi di conversazione intorno all'idea di un testo senza fine per chi pensa


Sì, il favore delle Muse. Ciò che Omero dice al riguardo penetra nel cuore, tanto è vero, tanto è terribile (...). Questo è un testo senza fine per chi pensa (...). Fonte: Friedrich Nietzsche


seconde conversazioni preliminari ad un'idea di città e di testo senza fine


- forse era solo un sogno erotico. L'intera cosa era una città costruita per un pensiero di sesso - per di più ogni sostanza è come un mondo intero e come uno specchio di tutto l'universo che ciascuna esprime a suo modo, così come una città è diversamente rappresentata seconda le diverse situazioni di chi la osserva>



conversazioni preliminari ad un'idea di città e di testo senza fine


<è possibile trovare una linea geometrica la cui nozione sia costante e uniforme secondo una certa regola, di modo che questa linea passi per tutti i punti>


martedì 18 settembre 2007

scholia in tragica - parergo interlocutorio


Fedra, Ippolito, fra Racine ed Euripide; il circuito incestuoso mai attualizzato ma incombente - la predatrice è Venere, per intero attaccata alla sua preda. Ma l’assassino è il pudore, nelle sue forme più svariate, vergogna, senso di colpa preventivo, ritegno; dilaniamento e suicidio gli fan compagnia. Fra 1150 e 1200 i trovatori e gli estensori delle razos e della vidas articolano i presupposti di un’altra scena:
…que ac nom Madonna d’Aia, aquella que dis al cavalier de Cornil qu’ella no l’amaria, si el no le cornava el cul. Filigrana o fantasmatica dell’unicorno? Stilnovismo ed amor cortese in nuce? Insostenibile sia filologicamente che sul piano della critica letteraria, che d’altra parte allignando fra giornalismo e accademia non può neppure sfiorare tali questioni

(seguita, inevitabilmente)



elementi di una conversazione sullo spaziotempo


Smantellare la struttura formata dallo spazio e dal tempo che l’universo ci avvolge addosso la prima volta che raggiungiamo la coscienza>qualcosa (qualcuno) che non c’è mai stato, eppure ritorna, il fantasma.
I sistemi temporali, derivati secondari da ipotesi geometriche.



lunedì 10 settembre 2007

scholia in tragica - Princess Monodose


Le stanze di Princess Monodose opera recentissima di Roberto Cavallera, già presente sul suo litweblog prosthesis, si sono rivelate indispensabili anche per queste pagine. Ripercorrono quell’istante e quello spazio insondabile in cui si interrogano e si rispondono a vicenda affabulazione e dettato poetico, dissolvendosi l’uno nell’altro e dando luogo ad un oggetto nuovo. Questo oggetto nuovo è una cornice ad alto tenore drammatico ed erotico; però non contiene alcuna figura, così come è del tutto refrattaria a qualunque narrativizzazione o novelization che dir si voglia. Non si risolve in narrazione o racconto, apritisesami e chiusure assolute vigenti e cogenti; fa invece del suo principio costruttivo una serie di sottrazioni, di tagli invisibili, operazioni più vicine alla magia che al gioco di prestigio. Allora il concreto concatenarsi di corpo, eros, cibo si fa contorno di figure definitivamente assenti. Che ne è della tragedia, del suo mutarsi in dramma e delle metamorfosi che subisce? Qualcos’altro. Il dramma resta (la tragedia è tutta nei nomi), ed il nome del nome non è il nome, da Laozi a Lewis Carroll e oltre: va (quasi) da sé che qui non si tratti più d’una o più questioni di critica o teoria letteraria, e che s’avrà a conversarne con altri mezzi.



sabato 8 settembre 2007

Roberto Cavallera: Princess monodose

i.
corpo sottile - burro - bastava vederla camminare - vera - vivente - tutto insieme - nessuna possibilità - non si può - evidente - una sfida - attacco - a fondo - quelle parole - effetto di piena - avrebbe voluto ancora tempo - cominciava - aveva deciso la cosa migliore - aveva scelto - si sistemò - più forte - nera - più a fondo - dominare - stretta in un vortice - sprofondare - con forza - corto - bianco - quel punto - fuori - lei stessa a far cenno - lentamente - più a fondo - di nuovo - magnificamente plastica - alla fine - a niente

ii.
non si dica - meglio così - tipo vedere - sotto luce - piano ogni colpo - capito il modo - in mente - in corpo - di schianto - una morsa - posizioni possibili - ruoli invertiti

iii.
parafrasando - venne spontaneo esclamare al suo sguardo - senza parlarne a nessuno - avrebbe cose da fare - possedere - adatta nonostante il dolore - possesso - non altro - grazie per il comando che mi hai dato - poiché - io - stupidamente - da sola non ci avrei pensato - non altro

iv.
in ogni caso nessuna esitazione - nessuna esitazione - un primo assaggio - nonostante la sorpresa a muovere - a tremare - posizionare - nero - bianco - sopra - ammirare - veloce - bianco - nero - allora

v.
ringraziò per aver capito cosa avevano in mente - ore di attesa prima che arrivassero - per combinare qualcosa - altro tempo - entrare subito - adatta - trasalire e subito cambiare - facendo cenno - più forte - sia nel suo sguardo la predisposizione a - come che

vi.
fino all’elsa - fino a sfiorarmi - dondolandole il capo - dai - muoviti - i denti - il ritmo - direttamente le dita - intinte - rideva - come conviene

vii.
matrigna - intrattabile - astiosa - una volta ogni tanto - si fa movimento - accelerando - rallentando - in modo da far durare lo stato - il tempo - le figure - alla fine - evidentemente precedenti - qualcuno - in mano - con voce

viii.
felice di far presto - non completamente - ma quasi

ix.
confine ingenuo - rappresentato - fatto - ogni volta l’ultima - per ultima - trovare un’altra

x.
vedere a sua volta - un attimo - era quello che voleva - esasperare quel modo di fare - intanto una specie di appunto - di gioco complesso - interrompere ogni trattamento

xi.
agitandole vistosamente all’aria - passava e ripassava - perdere tempo - prepararlo - poi finalmente si decise - lo appoggiò - spinse senza fatica - si fermò un attimo - dentro - alla radice - vederlo sparire e riapparire - meglio - trattamento tipo

xii.
inarcava parole rimanendo all’altezza della bocca - sempre dentro - di nuovo

xiii.
combinare risposte - alta - giovane - ben fatta - una foto con lettera

xiv.
situazione - alto - biondo - robusto - prototipo di linguaggio poco ortodosso - aveva accettato più per puntiglio che altro

xv.
evitare i pianti - assolutamente - avere condotta vergognosa - rendimento scarso - fatta accompagnare alla porta - perso in ricordi - lì - dopo - il nodo della cravatta - con decisione - un’ostentazione di sicurezza che nascondeva un imbarazzo - forse persino un senso di paura che aveva origini profonde - dovute a esperienze non proprio felici - fronte del piccolo - avvertito fatto - di respiro in pausa - con passo disinvolto verso l’apparizione - sorrideva cortesemente - allagando ogni angolo della piena - rompeva ogni argine - come fontana rimasta arida da tempo - esausta senza dire - per poco riposo - sopra cosa divina - senza

xvi.
violenta - molto breve - non ci fu transizione nel suo comportamento - per vedere di scoprire cosa non funzionasse - scosse la testa - non c’era più nulla - parlò precipitosamente - vedi - tu sei sempre stato un buon amico - se volessi provare tu potresti poi dirmi come comportarmi per farla tornare - non appena possibile - senza

xvii.
a meno che non rientri nel gioco - come rispondere - stretto - si alza portando a termine altre minime variazioni

xviii.
una certa manovra - sotto - ampiamente - senza soluzione - conservata a lungo e sempre - minuscole - disposte al momento - per vocazione - devotamente - cambiando posizione - interminabile abbondanza

xix.
carica all’inizio - percezione esatta - desiderava fare altra circolazione

xx.
l’intera pista - senza limite - vista infilarsi con gesto furtivo - gridando - come una volta

xxi.
relazione prima degli avvenimenti successivi alla conclusione

xxii.
in bocca la sacca - il bordo - le dita nervose - contro la massa viva con colpo preciso - importava niente - luogo al riparo da ogni tensione

xxiii.
ben chiaro - sicuro - ideale - unico - nessun limite a ciò che ciascuno di noi poteva fare o subire dall’altro - senti

xxiv.
tutte le storie - il motivo dei silenzi - si dice capace di sentire - di accompagnare fuori con sguardo diretto - infuocato - di salire per qualche minuto - davanti - diviso tutto - pareggiato - intorno al collo - preso nelle mani - con forza - si lasciava fare mostrando cosa fare continuando fino a

xxv.
aspettato - urgente - sotto forma di segno - disprezzo - in posizione - con spinta breve e intensa - in accordo su ogni punto - toccava - non attendeva altro - scese senza problemi - un grido inizialmente - trascinare ritmicamente più forte - saldamente per i fianchi - avida - avendo ben fissa l’immagine - senza posa correva - vista - ancora pochi colpi - un fuoco le sue gambe - tremavano

xxvi.
non fece obiezioni - spingendo in avanti una prima prova - infilando toccava - altro tempo a sorpresa - ad un tratto mormorare - in fondo sono cose - continuava - aveva preso - messo - un lampo negli occhi - sorrise - prese

xxvii.
strano posto - una bellissima aria di sole - il minimo attimo di brevi giorni - davanti - pronto - ben tenuto - letto - pavimento - muri di colori percorsi da scritte di ogni genere - avevamo comprato cibo - vino - vestiti - pelle - fiato - non v’era bisogno d’altro

xxviii.
continuava a tormentarlo sbattendoci addosso la massa degli intestini - colta di sorpresa emise un gemito - sempre più forte - altri incontri - altri giochi - tutti i fatti successi - non fu difficile arrivare alla soluzione - non ci fu bisogno

xxix.
prima - in quel modo - a lungo - la bocca - la gola - addosso - di schianto i venti in mezzo - in fondo

xxx.
niente da obiettare - perché fra oggetti in cerca di qualcosa - a contemplarli - chiesto - disse ad un tratto - da qualche tempo mi ha detto che vorrebbe provare - cominciando cosa - era chiaro che a quel punto non si trattava proprio di una discussione astratta - un primo morso - un vero e proprio colpo di denti - mordeva - duro - smetteva e ricominciava - dolcemente - ordinato - calmato - così - poco per volta - alternare - a tratti l’illusione del comando - passare a un ruolo attivo - replicato - finto - scoperto

xxxi.
non è certo finita qui

xxxii.
cominciavano male - enormi - gonfi di calore - a vuoto - scoperto il gioco - disposto a giocare

xxxiii.
discorsi abbastanza espliciti - parlavano di sensazioni - volevano provare - prendere - ti piace fare - chiedere - pretendere - obbedire - spinto sulla gola - il collo - intanto

xxxiv.
due in tutto - dissimili - con esperienze differenti alle spalle - percorsi diversi nello spazio e dentro se stessi - nello stesso luogo nello stesso momento - complementari - niente nella vita è casuale - tutto è determinato - attraverso le nostre scelte - in un luogo dentro di noi - storia di m e del suo incontro con e - aveva girato a lungo nella notte - in un angolo buio aveva cominciato ad esporle il suo problema - affogare la sua malinconia in un bicchiere - chissà per quale strana magia - lei pervasa dalla stessa magia - non ebbero bisogno di dirsi molte parole - si comunicarono vicendevolmente il loro segreto - gli occhi della donna che già sentiva di amare - il suo sguardo - uno scintillio - per terra un uomo che ama

xxxv.
mentre con la voglia di conoscere cercava di stare dietro a quel ritmo scatenato cedeva aprendosi come un fiore - ostrica soffice e chiara con mille sapori raccolti - il grande momento finalmente arrivato - a fendere l’aria cercando qualcosa - con gesti lenti a salire - stringendo - scendendo

xxxvi.
dolce liquido improvviso - a fatica - bloccato - stagno - alto - casualmente un piccolo grande segreto - bisognava vedere se lei si accontentava di quei simboli di violenza - rispose sorridendo



venerdì 31 agosto 2007

pieghe di ventaglio


Una vita sopra dentro dietro un paravento

Un'ombra danzante nello star sospeso

Di un volo un fiorire un respiro siano fenici

Aironi farfalle iris peonie tutt'al più un gladiolo

Troppo grande vi si ferma un gesto nel fondo curvo di una coppa

nel rispecchiarsi di concavo e convesso

nell'illeggibile cornice che è la periferia eppure

la letteratura è questa.


brevissima su Danae






È lì nella stanza buia
Prosegue da uno seguita da due
Luogo nullo all'esterno di ogni interno dentro
Ogni esterno ci piove dentro scintillando aureo
Pulviscolo che le si posa fra le cosce

Sembra finire con: segue da quattro.
Invece no, omissis, da tre: attraverso
Il vano della portafinestra dell'atelier
Il vuoto da cui tutto emana
E ancora la nube, la selva, l'aquila, l'orso
Un battito improvviso fra le reni che fremono le

Segue forse da cinque o da chissà dove.
Si risolve così, nell'abbraccio di una ninfa
E di un puro nome un'entità segnica che di colei
Manda a memoria i respiri all'infinito nella cui musica sussiste
Un algoritmo-abaco, partitura foglio che vola
Rendendo possibile in tal modo e quali altri di parlare
Della divinità iscritta al fondo del nostro essere.

mercoledì 29 agosto 2007

prima informazione su F,








Già detto prima: questo posto muta in frequenza di testi pubblicati, ed in estensione dei medesimi, che verrà ridotta; la forma breve come indice delle dismisure più varie. Ne testimonia forse più la figura di Trisha Brown di quanto lo faccia l’elemento di finzione assoluta del testo - suona se non barocco almeno rococò in clima di mitopoiesi forzate alla linearità orizzontale e alle durate imposte dall’intrattenimento. EX: cosa c'è di così dilettevole nella Fedra di Racine?- domanda che potrebbe risalire all’autunno scorso, Venere attaccata tutta per intero alla sua preda: vale a dire il disegno di una comunque invisibile topologia erotica nello spazio - il discorso continuerà in successione. Più in là.

conversazioni che non si faranno più




Quel che segue è la distruzione di un testo dal novantaquattro ad oggi, quanto a referenza, colloquialità dichiarata per quanto inesistente, performatività tentata e mai raggiunta per quanto divulgato tramite supporto papiraceo - segna un punto di svolta, nella sua insignificanza, rispetto all'andamento che informa questo posto e l'estensione dei testi che la occupano, non devastiamo frasi già sgraziate con la parola gestione, per esempio. Che resta? Forse una qualche forma di pertinenza, non così immediatamente identificabile e coglibile. Verrà definita oltre, da qui 'ipocrisia, intesa come messa in scena della "citazione"


"...non si spediscono le lettere vere, perche sono di oggi e perché non arrivano - più in nessun oggi." Il tempo stesso è lo stesso tempo? Oppure né continuum né flusso, né mescolanza, temperie, epoca o clima (o addirittura "storia") come si voglia traducibile in qualche sistema figura - sfondo; ma piuttosto interruzione, ritmo, pura differenza inestesa ancorché localizzata, liberazione delle facoltà decronologizzanti dell'aion, intabulandosi tutto questo come "qui" (la scrittura, forse) e "là" (l'opera), nell'insolubile incertezza e nell'indeterminazione di quel che è detto "ora", "adesso"? "La morte del passato, l'inesistenza del futuro, le infinite possibilità del presente, l'attendibilità ontologica dei prossimi cinque minuti...": il segno, suprema finzione, quella di un assoluto, irrecuperabile al gestaltico. Analogamente la fotografia, immagine e non raffigurazione, occupa uno dei culmini d'una memorialità e d'un fingersi quasi leopardiani. Se a guardare (e a vedersi vedere) l'opera è una maschera funebre dagli occhi chiusi, non si tratterà allora di autocontemplazione di un interno inaccessibile? Dentro l'intervallo vuoto della meta-rappresentazione video? Eppure sul logico espositivo, che garantirebbe una cornice ed una chiusura nonché un regime concettuale, prevale l'estetico, l'indeterminato (o indeterminante) aprirsi del e al senso: un'estetica di quell'istante che va alla deriva e si ferma fuori dall'entropia in cui sorge ("...vanno abbandonati i concetti di realtà e di località..."). Di questa fuga, atonalmente l'arte (che è cosa mentale) modula le mutazioni spettrali".


riferimenti ineludibili per scholia in tragica e molto altro



la grande posta in gioco del discorso - dico bene discorso - letterario: la trasformazione paziente, ingegnosa, quasi animale o vegetale, infaticabile, monumentale, derisoria o piuttosto rivolta alla derisione, del proprio nome proprio, rebus, in cose, in nomi di cose. La cosa sarebbe qui lo specchio, in cui prende avvio il... ...il calore di un aspetto che si arrapa (qui se bande) nel nome.

da Jacque Derrida: Glas - Immagine: Trisha Brown

mercoledì 22 agosto 2007

strofa primissima a baubò


Tornano metafore crude del nutrimento

Seni minimi movimenti del tratto su carta

Istantiformi capezzoli quasi punti inestesi e

Pupille a figurare tutte le visioni, l'estasi e

Nessun oggetto per baubò i cui occhi sono capezzoli e i capezzoli occhi, zone erogene schizzate in cielo e nulla che di lontanamente simile ad un organismo - alzando la veste rese felice una dea e interruppe una disavventura


anonyma ii (seguita da prototipo di romanzo)


anonyma II


Traccia dei caratteri, il cielo e la terra tremano, gli dei invocano aiuto e i demoni piangono per tutta la notte - piccole donne decrescono e regrediscono a questo cazzo (revocare gradum: sommario dei capoversi e fors'anche delle chiuse) preso in bocca. Nella posizione detta del corvo o sessantanove - suavis mamilla, irriducibile ad oggetto alcuno; nel pregiato volumetto le cifre d'un complicatissimo incesto senza parentele, un puro algoritmo di trasgressioni, un uso ipersessuato della lingua da zero a due e da due a zero, posto che l'arte non abbia sesso per il semplice fatto di esserlo, inserto, in forma di lettera agli editori: non vende. per ovvio blocco di respiro e tortura di notti insonni - se ne sancisce l'estinzione. Fra Torino e Gerusalemme una capatina al bar, la psiche senza sostanza come l'arcobaleno, così la 'gente' è per il mistico un'illusione, simile in ciò alla materia, che i fisici considerano una forma di energia. Con tutte le partite finite, concluse, terminate, ulteriormente richiuse, parlare un po’ das ist das ende, un risveglio ai primi gradi del cancro, appena trascorso il solstizio, forse ginevra, intendendosi a propri piaceri in nessun giorno della settimana, di nessun mese né di anno alcuno, occorsero ere millenarie, questo il programma una combinatoria strutturale, regole che incarnano l'anarchia, il che non indica alcuno strato di determinata o determinabile leggibilità semmai lei con una giacca di pelle nera che d'improvviso sparì nella notte nera. Per questo disse voglio essere istruito nel tao - non nel tempo entropico degli orologi - fuggi dentro te stesso said Plotinus. L'anarchia, nonché la segretezza degli ingredienti.Intanto la mocciosa. slargava le
gambe al massimo tutta intesa all'atto, convinta nessuno vedesse, la treccia oscillava. E gli orecchini rilucevano secondando il ritmo del treno - così libera, in un mondo di schiavi. Di come non fosse fallica la pietra di Surlej, non un dolmen né obelisco o menhir, ermafroditica piuttosto, quale plutarcheo circolarmente manifestandosi un'eternità femminile era là.


fogli tirati via da pagine già pubblicate


L'archetipo quello del motus perpetuum dell'acqua, come ovvia mimesi della superficie e della profondità della coscienza - lievitazione degli echi e delle risonanze. Mimesi non nel senso di imitatio: valga per epistole a detrattori passati e futuri, posto che "classico" e "romantico" non siano altro che i bordi irregolari di una costruitissima area di sensibilità, cosmesi che un tale linguaggio non può che oltraggiare. Obliato nel calore della stesura il terrore, che pare diminuire, o sparire addirittura, mentre si scrive, cosa che consiste nell'aggiungere foglietto a foglietto; ben più di un'epistemologia ed un'estetica del frammento, un'esigenza ineluttabile, piuttosto, che aderisce a necessità intrinseche, dalle quali è a sua volta generata, senza che si possa sapere cosa viene prima. Forse qua e là delle date, incerte e poco leggibili, graffite. È la scansione a trionfarvi come strumento di un’elaborazione infinita. Si rifiuti ogni neoromanticismo: attenzione al materico, fabuloso deposito d'ogni sorta di incantamenti, leggende e sincronie inaudite, fra squilli del telefono, polpi minoici, memorie di volatrici del cielo. La trama, a raccontarla, non durerebbe più di un istante. Il lago non era dove si trovava di solito, non fosse per i neri del montaggio; Godard o Bresson. Traiettorie indefinitivamente deviate, nell'avvicinamento alla cattedrale o al castello, che paiono svanire nell'indistinto man mano che ci si avvicina un ambiguo sostrato di risonanze. Questo il carteggio. Picassiana la donna: nudità perlacea ora di biacca ora di fango, vi retroagiscono memorie di tetti parigini ripensate con tutta probabilità a distanza, sulla Costa Azzurra, la cui luce nondimeno è tutt'altro che estranea agli artifici ed alle accensioni interne al campo dell'immagine. Quel che la luce finge di rivelare: un ordine irreversibilmente rovesciato, l'inversione dello sguardo. Supremo compendio grafico alla trattazione dei volumi disposti in un cubo immaginario è il segno zero, mal tracciato, in copertina (allegro-andante-minuetto uno e due-presto). Dall'ovale all'ovoide, sia esso totemico o modiglianesco: nella veduta impossibile si dispiega un antinaturalismo che perviene al suo punto di non ritorno. Era il 1971. Là si separava il pesante dal leggero, in un tratto scritturale istantaneo, precisamente quello che nella scrittura non è riducibile a discorso, senza bisogno di ulteriori feuilletons e chiacchiere. Nel gran gala della meditazione una magia antica e potente: essere, non essere, il riflesso della luna sull'acqua, la vita e la morte dimenticate in un gesto invisibile. Sommerse dalla vegetazione le tracce. Queste non erano che un tributo all'incantesimo di riportare il silenzio, cartelle dattiloscritte


fogli tirati via da pagine già pubblicate


estinti e Yeats a trascriverne il suono in versi immortali, canon perpetuus super thema regium; la fanciulla impubere posseduta contra naturam dal nano malvagio nei reami sotterranei davanti al camino acceso fra pentole ricolme d'oro e forzieri che celavano invisibili ricchezze, il ridente raggio di luce che la fiamma gettava sulle sue spalle e la sua schiena nude nella penombra, un facsimile strutturale omologo alla situazione di Elena sodomizzata tredicenne da Teseo, indi rinchiusa nella rocca di Afidna. Quasi fosse possibile circoscrivere alI'interno di un modello funzionale l'entelechia, dispiegata non altrimenti che in catastrofi, di un simulacro. "Me ne fotto della morale dell'umanità, come d'altronde di tutto il resto" precisava con acutezza Céline, evocando una bolla d'infando dolore, cumuli di biancheria stirata nell'appartamento materno, qualche stazione della metropolitana più in là, circa una quindicina, si udiva "fammi sentire il tuo froufrou". Scesero dal marciapiede in ritardo di quattro minuti, lui guardava il morbido movimento dei seni sotto il lungo abito da sera di lei, il traffico parve fermarsi. Le relazioni presentate erano tanto più incongrue tanto più si volgevano a giustificare eventi e soggetti: fantasmatiche causali, sensi di colpa ininterrottamente retroagiti nel discorso e attraverso di esso. Fra il blu e il nero della notte ci si immerge, o a dir meglio si svanisce in una sorta di meditazione profonda, nella quale notoriamente ogni sforzo si estingue. Oltre l'enigma del nome segreto del nano e dell'eroe non lontani sono gli indizi di Myrthenfraulein e l' istantanea venusiana della principessa - cui il vento sollevò il vestito (che anticamente stava ripiegato in un guscio di noce) fin quasi a toccare le falde del largo cappello di paglia, scoprendo un rado vello rossastro fra le sue cosce, inaspettatamente grosse appena fasciate come da una strettissima velatura di fumo; in un improbabilissimo commentarlo alla trasparenza la difficoltà massima consiste proprio nella coscienza dei propri cosiddetti strumenti: se si tiene conto che questi non sono affatto degli strumenti, valga come esempio il linguaggio. Non diversamente i colori: l'estrema difficoltà di nominare un colore unitamente all'essenzialità di nominare i colori, tutti colori deriva dal fatto che si cade incessantemente dalla monografia alI'invocazione, e viceversa, per finire in una meditazione non più tematizzabile sotto alcuna rubrica. Al punto di confluenza fra la narratrice di fiabe e l'ascoltatrice nient'altro che il il sogno. Era il sogno a vocalizzarsi nel suo stesso interno, Iris il nome della messaggera. La temporalità: mera ipotesi fra ipotesi, per giunta epochizzata, va a determinare ulteriori cpmplessificazioni nel riquadro della banda orizzontale riccamente illustrata, luogo per definizione del racconto, e proprio in virtù di questo strutturalmente infedele alla sua


venerdì 17 agosto 2007

fumus est quod vides



-
memoria di dumbo. l'elefantino volante. di babau e di maramau
(I) nell'impronunciabile distanza fra il corpo e l'ombra
nell'assenza da tutto e da tutti inscritta sul blu della porta
chiusa. il terzo morì. o non morì. degli altri due si persero le
tracce. ancor prima che lasciassero un qualche segno. svanirono
in sottilissime sostanze e modellini. miniature di miniature
una storia che non finì e non finisce. per non essere mai
cominciata
fra le sabbie roventi del deserto e i vuoti a perdere delle
bottiglie. Ciao a tutti. Nessuno è perfetto.
(II) Queste sono sciagure. O lo sembrano;
una cappa di oscurità invernale. in un laconico sussurro la voce
si sparse. all'incirca la vigilia di natale. a seguire i riti
interminabili della dispersione delle ceneri e del lutto.
Eppure piovvero fiori. nulla è stato detto. nulla è stato udito
come avremmo potuto lodarti ,dissero gli dei; variante: per questo
ti abbiamo lodato. Senza fretta la chioccioletta tranquilla
se ne va. porta con sé felicità.

immagine: in memoriam fg

allegoria dei sette calici



leggenda provvisoria dei sette calici

Azione come segue:

solleva il manto - sotto non porta nulla

scoprendo la metà inferiore del

corpo fin sopra l'ombelico celando il viso

dietro i drappeggi, finisce così.

Invisibili i reperti della preistoria.

Un fascio di fotocopie sciabole impolverate.

Su un muro in ombra così ancora bello

il libro illimite nel suo spalancarsi.

La figura invisibile che si dischiuse dalla melma alla luce

Che è seduta su un loto

Che naviga su di una nave

Che muta forma ogni ora seguendo i segni dello zodiaco

Il meriggio dunque il crepuscolo un'oscurità tre volte oscurata

I misteri - damascius, nella copula del piede e della corda tesa una

Nudità sette volte denudata, ingabbiata in una grata

Chiusa nell'orbita di rivoluzione e rotazione su e da sé

Dickinson lettera quindici danzatrice palco

Ritmo in disparte

Io un fantasma che recita la storia

Sfuggita alle ombre della morte e qui

Prosegue sospendendosi, nell'anniversario del gioiello

Smarrito. Prosegue in grossi tratti di pennarello:


II

Che figura avvinghiasse un trono sospeso per aria

E volasse sotto distese di fogli scritti.

Continua. nei gesti di un incantesimo, di una fiaba

Una glossa, una ninfa forse di crepuscolo il

Terminale di luce di una qualche aurora dorata gli

Occhi - azzurro un soprannome nella copula della

Mano e del dorso, del piede e della corda tesa, rompersi

In pezzi, tutta la follia di un contorsionista, diventare

Feticisti fino alla bava, ritrovare l'insieme del didietro

Dell'occhio e del piede, continua a matita in un

Pulviscolo di grafite che rammemora la tenebra e l'ombra

Evoca: la cessazione del dolore.


immagine:in memoriam fg



mercoledì 15 agosto 2007

scholia in tragica #2



T.W.Adorno:
La teoria si vede rinviata all’obliquo, all’opaco, all’indeterminato, che, come tale, ha sempre qualcosa di anacronistico, ma non si esaurisce nell’invecchiato, perché ha giocato un tiro alla dinamica storica. Ciò appare, meglio che altrove, nell’arte. Libri per l’infanzia, come Alice nel paese delle meraviglie o Pierino Porcospino, di fronte a cui sarebbe ridicolo porre la questione di reazione o progresso, contengono cifre della storia incomparabilmente più eloquenti del grande teatro hebbeliano, alle prese con la tematica ufficiale di colpa tragica, svolta dei tempi, individuo e corso del mondo (…)

Si potrebbe sostituire qui, circostanziatamene al materiale pubblicato teoria con scrittura, Hmlt di Cavallera (un dramma barocco senza il dramma, salvo il precipitate di questo in un prologo vuoto, foglio bianco o parola ancora impronunciata) Prosthesis, nella più recente versione offertaci un dramma barocco senza dramma e senza barocco - il minimale alle conseguenze estreme. E non diversamente si potrebbe dire degli esercizi antigonei di Laura Silvestri, che fingendo di risolversi apollineamente ed orficamente in canto aprono sul feticcio, sulla castrazione e sulla fuga. Di Greta Rosso si potrebbe dire che finalmente lo scrivere non è soggetto a ipoteche liriche o narrativo-linearistiche; un motivo che basta a sé stesso. Qui si tratta, se non lo si fosse capito, di marginalia e note integrative, più che di frammenti analitici o critici, peraltro già operanti nel corpo dei testi, ed in periodi che tendono a rivalutare malamente la colpa tragica, la svolta dei tempi, l’individuo ed il corso del mondo.


sabato 11 agosto 2007

conversazioni che conducono vicinissimo a qua







fatta per circolare come una lettera aperta ma illeggibile. Semi-privata,semi pubblicata.
Ogni vincolo è stato sciolto e proprio per questo, perché si è esenti, prosciolti da tutto, niente va più, niente si tiene insieme, niente avanza più. La lettera può essere letta da chiunque, ma una volta intercettata, basta un secondo - il messaggio non ha più la possibilità di raggiungere alcunché di determinabile in nessun luogo (determinabile) possibile.
per un omaggio a k. acker, don chisciotte l'uscita dalla tenebra
"Volmar disse: 'Quello che pensi è sì e no un abbozzo di pensieri - sessuali senza in realtà poterli provare attutì le mie sensazioni fisiche -
Devi averne la percezione esatta. Lo rifaremo da capo così che. Diminuendo, il mio abbandono sessuale mi fece provare un interesse sessuale più diffuso o meno concentrato.
"Volmar: disse: 'Quello che pensi è sì e no un abbozzo di pensiero - "Dalbène mi chiese: 'Cominci a capire?'
Devi averne la percezione esatta. Lo rifaremo da capo così "Dalbène mi chiese: 'Cominci a capire?'

potrai cominciare a percepire cos'è.' "Volmar interruppe di nuovo chiedendomi se la mia reazione.
"Delbène mi posò lievemente le labbra della fica sulla bocca. Era stata più forte nel buco del culo o nella fica. Non mi piaceva il sapore delle labbra della sua fica. Ma dovevo "Volmar interruppe di nuovo chiedendomi della reazione - continuare ad assaporarle. Imparai ciò che mi piace e ciò che non era stata più forte nel buco del culo o nella fica.
Mi piace. E intanto le stuzzicavo il capezzolo con la punta dell'indice - 'Quando mi penetrano dal culo vengo di brutto, più che dalla fica dice della mano destra, su e giù, avanti e indietro, nero e bianco, fica, anche se nel culo fa più male. 'Ti vedo non ti vedo, 'Quando mi penetrano dal culo vengo di brutto, più che dalla destra piaceva fare. Quando posai la lingua proprio sulla punta, la fica, anche se nel culo fa più male.'
La mia clitoride diventò il capezzolo. Mi piaceva. ''Significa che provi una sensazione fisica più forte, "Delbène mi posò lievemente le labbra della fica sulla bocca. Di mezzo il dolore fisico?'
Non mi piaceva il sapore delle labbra della sua fica. Ma dovevo "'Significa che provi una sensazione più forte quando c'è di continuare ad assaporarle. Imparai quello che mi piace e quel che non mi piace. E intanto le stuzzicavo il capezzolo con la punta "Sono troppo giovane per saperlo - dell'indice della mano destra, su e giù, avanti e indietro, nero e 'Sono troppo giovane per saperlo.' Bianco, ti vedo non ti vedo, cosa che alla mia punta dell'indice "L'età non ha niente a che fare con la percezione, o conoscenza - della mano destra piaceva fare. Quando posai la lingua proprio là. Non mi interessa sapere cosa ti hanno insegnato ne del tuo fallo - sulla punta, la mia clitoride diventò il capezzolo. Mi piaceva. so io.'
"Contemporaneamente: Volmar che era una ragazzina mi "L'età non ha niente a che fare con la percezione, o conoscenza - aderì con tutto il corpo, tranne il viso. Poi sgusciò sotto. Sparì. Non mi interessa sapere cosa ti hanno insegnato né del tuo fallo -
la sua testa mi rispuntò fra le gambe. Così come Dalbène mi aveva so io.'
leggermente posatole labbra della fica sulla bocca, io posai le mie "Non ho alcuna esperienza di tutto questo.'sulla bocca della ragazzina. "Non ho alcuna esperienza di tutto questo.'
"Contemporaneamente: Volmar che era una ragazzina mi "Non mi interessano gli strati dei tuoi ricordi culminati, come
aderì con tutto il corpo, tranne il viso. Poi sgusciò sotto. Sparì. Là gli strati della cultura europea, in un fatiscente albergo sul mare. La sua testa mi rispuntò fra le gambe. Così come Dalbène mi aveva fatto con i muri che si scrostano trasformandosi nella letteratura. Leggermente posato le labbra della fica sulla bocca, io posai le mie secondo loro li sostiene. Mi interessa quello che sai. Cosa sai, cosa sulla bocca della ragazzina. avverti?'
"Laure era la più arrapata di tutte. Con la mano destra sfregava "'Non mi interessano gli strati dei tuoi ricordi culminati, come la fica di Flavie, con la sinistrà la fica di Volmar. Osservai certi atti gli strati della cultura europea, in un fatiscente albergo sul mare.

venerdì 10 agosto 2007

Greta Rosso: scelta per recognitiones




estelle et le lit


Eppure certi sogni progrediscono inesorabili
aggrappandosi a ogni stanza nella quale abbiamo vissuto o
solo attraversato, ma di spalle appena più scoperte
e nonostante le pulsioni ad allontanare il cuscino e spremersi
questo terribile sogno dalle tempie, questo rimane,
come il sebo composto di solitudine e smisuratezza,
stabile, grave, viscoso, rimane.


io ti spiego che non si può esistere


(da quando le formiche hanno lasciato il balcone
gli oggetti hanno ripreso a sparire, lentamente, davanti ai nostri occhi.
prima l'oggettobocca, senza il quale abbiamo avuto la più nuova fame
poi l'oggettopiede, da scartare tutte le strade intraprese per solo progetto.
allora io ti spiego che non si può esistere.
che il fatto di esistersi, in un modo o nell'altro, consuma ciò che costruisce.)


(project for safety)


Voglio un bel martirio di aereo a planare e fragorosamente crollare sulle
mura altogrigie di un giovedì di luglio, frantumare le balaustre
sghembe, le parole governabili, scope bianche e blu
sul marciapiede per farla via questa stanchezza come
scoviglio, via le aritmie da subire, le arterie occluse, le corde
logore o dirle crampi alla mia buona testaccia, via anche
il sole, lo zelo, il decoro, i miei satelliti di cortesia, e camminare
come se ancora non mi sapessi, guardare le mura e farmele
nuove, risalirmi daccapo, porgermi la mano, scrivere infine un'ode
al pettine degli alti palazzi, che segna le rive del mio cielo.


la fille classique


La fille classique s'impernia su attitudini decisamente coinvolgenti
la forma aperta le è congeniale, così come ama scalatori, asceti
e ogni esperienza vagamente temporalesca
si risente piuttosto sui tagli alle stagioni
e quando respira non ne fa una tragedia.
piace poi come si rilascia quando pensa di non esser sola,
la fille classique. con le mani tira piano un campo fino a farsene
una ragione, poi getta ciò che ne resta. sa rispondere a tono
ma lo fa assai di rado. piuttosto nel discutere la sua lingua
ammortizza il peso della scienza, o la sua più probabile assenza.
(la fille classique talvolta mi abbandona come io un'amante
sconfitta dal sonno, come se fosse sera, o mezzanotte, non certo mattina.
si discosta dal mio racconto tirandosi su la sua roba.
si prepara il caffè e non me ne lascia mai.
così io continuo a raccontarla perchè lei non vorrebbe.)

senza progetto. 1


così cadono appunti inenarrabili
scorte di parole appena sotto l'unghia
(infilate lettera per lettera, se posso permettermi di dirlo)
e la costante nervosa si fa dominio ottico
come un abito scuro improvvisamente disseminato di fiori bianchi o
improvvisamente privatone.
se c'è il vento che allora riporti ogni immagine, che venga a catodicizzare
questa semplicità che alleviamo a fatica, o meglio sarebbe
l'ordine delle cose che ci promettiamo come volantinaggio.
è così denso il pomeriggio che pare mattina,
o un componente imperfetto (se ci cadesse addosso sarebbe sera?) di giorni
ancora da costruire. io parlo, immagino carta, e scrivere,
e quell'impegno che mi si dice buono.
e quel disimpegno che mi si dice buono.
che poi tutto s'aggroviglia e non so più se scrivo o guardo e,
in ogni caso, non poterci rimettere mano.


emiliassenza (in utilizzo di)


Per come s'infilano sempre matite sotto le unghie,
questo non dovrebbe sottolineare la grandezza delle loro opere?
O testimoniare una qualsiasi lietissima mania.
Così dovrei imparare.
(Emilia prende il coraggio, e sulle mani si costruisce una macchina nuova
riprogrammabile in vista di pulsioni meno solidali,
che ogni tanto possa finire con lo spegnersi, o semplicemente guastarsi,
a differenza delle mani.
Poi comincia a scrivere, ma percepisce un ritardo nella sua voce,
un anomalo inchiodarsi e amalgama di sillabe impossibili.
Si chiude quindici mattine fra le mani meccaniche
e quando le riapre restano fra le dita alfabeti frantumati inservibili.
Eliminare le funzioni Emilia, le procedure, i tasti.
Di queste mani restino monili
l'urgenza la premura lo slancio.)


storie di selina – trittico


I
Se sarò bella, o cieca, o una fumatrice oziosa. Se mi starà bene un'aureola d'autorità quando fumo da sola e la luce bella mi fa male. Se dici che questo non ha nessuna importanza sbagli, e io posso solo fingere di tacere.

II
Piuttosto scrivimi qualcosa dell'amore grande e buono e brutto. Fagli dire, se riesci, che è il sacco pieno che sta in piedi e non quello vuoto. Fagli elencare tutte le armi bianche che conosce perchè vuole solo proteggere la sua a(r)mata. Oppure scrivi di un magazziniere e che chiami tutti tesorino.

III
Ma perchè scrivere ancora me, che mi do membra tanto appesantite da allungarsi e restare lontane e sottili, così la percezione stessa di essere un corpo, una cosa, un pensiero, una parola sola?


genoma del cuore scritto


"come un mostruoso organo esterno"

(Fruttero&Lucentini; A che punto è la notte)


(Per le mani legate, per le mani slegate)
Se tornassimo a redigere fogli bianchi,
se ricreare il niente dal tutto fosse quell'unico colpo di genio cui aspirare,
se ci staccassimo dalle cifre e dai nomi di noi.
Se elencandoci spietatamente giungessimo a soluzione:

1. Portare il cibo alla bocca e non la bocca al cibo.
Discutere del perchè i figli dovrebbero seppellire i genitori e non viceversa.
Se l'ipertrofia dei turbinati possa essere risultante di traumi infantili.
Certi amori come origami ben riusciti.
Apri la finestra, mia cara!

2. Aspettarsi 10 anni di pioggia, imputarli all'economia della paura.
Cercare il più assassinato degli amori in una lista redatta di notte, al buio.
Iscriversi in un qualche abbraccio per mezzo di una punta obliqua, disfatta, inefficace.
Perchè tutto è bene quel che finisce e basta, ma come crederlo.
Teorie in conguaglio per ricondurre il callo dello scrivano all'ansia.

3. Mi manca ancora qualche nome, per esaurire (i corpi)-
discutiamo di quelle mattine nelle quali mi sveglierò e sarò un ragazzo bellissimo,
con i mastroianni che parlottano di schiena nei balconi.
'Le tette le ha messe via, sotto formalina.
Datele due gambe nuove, e che poi si arrangi.'

5. Diciamo, per esempio, una cosa complicata come il ginocchio di una donna.
Si sbriciolerà crollandola a terra quando meno se l'aspetta
o sarà l'unica articolazione a salvarsi.
E una voce che segna un'apparente capacità d'imposizione.
Rotta per le labbra irritate dal freddo alveare di un microfono.

6. L'assembramento di bombe per parole più piccole.
Stanno morendo tutte le vespe, vespe con mille specchietti.
Nella camera in penombra, squarci fotografici di città sparite.
Una sensazione strana a dita mandibola lobo.
(Luce mia, acqua di sorgente, io non ho più niente)
Portati a impazzire come su serie numeriche di dubbia provenienza,
Où as-tu cachées tes mains?
Scusami, scusami, scusami.
Senza paragoni per le malattie delle mani, nè altre remote possibilità.
O forse un giorno perdere i gesti, gli itinerari, le sillabe
e cominciare un'arte nuova.


immagine: Danae, Artemisia Gentileschi



giovedì 9 agosto 2007

Roberto Cavallera: Prosthesis

nota

tutto lascia credere di non aver mai saputo

anche qua dentro: del come e perché arrivarci e restare è un altro discorso

all'epoca della prima registrazione già sfumava un piacere consumato a fatica. iniziava per e finiva per
a colmare carenze in

il taglio va e non va, ma per conto suo, procede intermittente tra fondi (amarissimi) di caffè. s'è già al caffè in questa vita oziosa, precedente

magari qualcosa esprimibile in decimali, in fratti, in radici buttate lì a caso, s'intende

la seconda registrazione trascritta su carte tremende, strappabili, ai bordi stanno piccoli animaletti disegnati a matita. un leone fatica a stare in piedi, tanto era il tempo che non masticava più nulla, più nessuno

dal taglio partono spostamenti longitudinali. gli a capo sono continui quanto inutili

apri una nuova finestra


combinat

iii. preferito un più basso livello di conversazione. pezzi toccati. chiusi a riccio nel bianco di quali quante fami. stato così

v. sfatti. divorati. diafani corni da favola. barbe al nero d’inferno. code rosse. accese. forche di fumi. fate implumi. affrante. sfatte. saldate. ermetiche. perché più nulla le possa rianimare. guardati dal basso. proprio in fondo, al centro. minuscoli stanno ancora lì a colare, pazienti. tanto che non sembrano nemmeno toccare. guardano dal basso. muti. esterni. detto così


wang

che tenere romanze vengan su da sole - di masticabile niente - un pensiero - un desiderio - stelle - mammelle di vento - mammelle formose d’un tempo - mai visto tante facce così - di insospettate presenze di squame - di estenuanti origami del guardare cosa guardare - di protesi che scattano in contrazioni ricercate - funzionali - disposte in circolo su braci d’umori sfrigolano e, pazientemente, evacuano - di fisionomie convenienti - complementari - familiari - di parti in eccedenza eliminate - di stati - di strati - di pelli nette - idratate - ad assumere un aspetto gradevole alla vista - al tatto - all’olfatto - di discorsi che si fanno - di fisionomie sciolte in abiti straordinari - dentro sorprese - fermate - ammirate - ritratte con penna biro nera - segni precisi - brevi - uguali - prove di calcolo della capienza - conteggio dei colli - numerica dei - viste riproduzioni erotiche cinesi chiuse in scatole cinesi sigillate con cinghie di pelle cinesi conciate da antiche manifatture cinesi - messe a verbale parole tracciate in zona peritonea per mezzo di penna biro nera


a sunny holiday on the german coast

dentro complesse alimentazioni apprenderne l'abbondanza. allineate, assunte, eliminate, fuori, bruciate, così sottili. berne il senso, la fame. così - su - così
se desiderate cantare questo è il tempo (il ritmo) (non tiene) tirano avanti
pensare cosa. fermo
riparte
in modo da il nome, il ritmo (il tempo


amatsilviaeamiorg

aspetta - preliminare - aspetta - perdendo attimi preziosi - di come potrebbe - non esattamente conosciuto - da nominare appena - a conservazione di come - sicuro - ogni giorno migliora - dura - per scene migliori - cose migliori - trovate - trovata - seduta con giustezza - trascrive trascorsi in verbi, in termini, in prose, in poemi, ancora esterni
enumerati in modo eccellente, più rapidi, per una realtà di massima, regolata al taglio d’una
enumerati in modo eccellente, rapidi, precisi, adatti al movimento, più sopra, tracciati ancora ma allentata lievemente la presa (s’avverte
enumerati in modo eccellente i fiori, i fiumi, la sabbia, il mare, i fiori, le stelle, ritrasmesse
vederne tante, serene..
fuoriusciti da un sottosuolo instabile. preferita la forma al problema (chiedere dove (poterla trovare
(intorno
enumerate in modo eccellente: la curva, le colline, le montagne (doppiamente alte
graziose, d’un senso tutto loro. giusto vederne ancora un poco, il giusto, preciso, e che funzioni davvero, come davvero


dtermios

nota: innestate meccaniche liquide solide semisolide (gratuite
inneschi a tratti in eccesso. aperto, chiuso

scatta il riuso (si temono eccedenze). lampeggiate. rotte (state

estratte letture di linee. di testo. estese derive tirate giù perché sì, ingerite, digerite, perché no

nota: azionamento posticipato: cibo turbine sale. il difetto è nel difetto. dubbio. blocco del. potrebbe durare minuti. seguito deflusso regolare. in tinta. traslucido. sereno

inumidita la chiara, l'iride dura cremosa presa tra linee di tenuta. al passaggio dello sguardo si ritira. trasmesso per radio tutto il vero: aperto, chiuso: stesa biancheria gonfia d’incanti


minut

descrivere. segnare un qualche luogo, andarci

moltitudini. così. desiderate. i bordi del viso fanno un paese, a prima vista. segue attesa

lavorio fiero e piano della luce solo vedere

tester pagina precedente pagina successiva

tutta una linea, un disegno, resistenze, piani di progressione
rispondere calma, giù - spargere puntuale e prezioso alito sottile, passa, entra
slacciato dietro. uscire dalla parte - intorpidito - vago - ombreggiatura - spolvero (dato al vero) (sicuro - bozza: eliminare

nota: su cosa accade o si presenta per un tempo limitato, farne cosa, a senso, farne proiezioni, farne meccaniche, sprechi, ripetizioni

modulo: che tutto si limiti ad un insieme, una massa, un cibo. a contabilità semplificata delle entrate, delle uscite, fessure prestabilite, successive (a parte
di sotto, imparare a starci - imparare - imparare

nota: farne liste, colonne, principi di fumo, manco incendi, brevi, una frase o linea
darne forma, rosa, una rosa, farne cosa, una rosa veloce. lento

modulo: materiale, da una parte altro, dall’altra, altro. ridurre a linee
a guardare bene (storte


gingivectomist

ostaggio di razze sbiadite, opposto alla prima stanza, prepara un’osservazione gentile vergando messaggi secondo un ordine ignoto (i nomi dati a caso
scandita la misura per l'avanzamento odierno
osservazione emozionalmente attiva s’avvicina, la ricompone
la taglia longitudinalmente, ne fa due parti, salda le cuciture, le increspature. troppo vicine
pioggia stomaco vuoto ecco che esita davanti a non si sa come
sospeso tra un se e un del resto
spunta una luna deforme, non ha cerchio
profetizza un epitaffio, annuncia tenebre, lussurie, morsi divini dati per poco, mangiati per meno, espulsi ancor meno profetizza annuncia vede l’imminenza tenebre brillante una stella propone sommossa perde morso il scaduto profetizza una stella tenebre denuncia dorme sommossa l’imminenza una stella distrugge sommossa vendica imminenza brillante omette denuncia dorme profetizza stella una infortunio distrugge propone terrore perde morso scaduta tenebre profetizza annuncia profetizza sommossa vendica dorme annuncia


full term infant

presentato a vita più che stare - parlate di i voi chiede. abbastanza corretto. così desiderate conoscere imparare da sotto, per sopra, a cosa. pensate. semplicemente scritto di. godere piccole. gioie convinti a fare
domandate... comandata... la risposta è qui a destra qui
anche se allora ha ritenuto più come un sogno a me. ho trovato. ed allora...
utile alla masticazione circa il tempo perso con
(qualunque
visti esempi di viti inserite in - rotolate fin qui
orbita terracquea in generale, chiedete. abbastanza correttamente così... appena cosa suona come oscillazione tipica o qualche umore m
r
nell'interesse a volte di i della possibilità di noi abbastanza corretto I deve sempre ricordare, per attaccare. parlano di possibilità, si interessano probabilmente, dotati, buoni
numeri: dietro non è sopra completo
immagine elaborata ri - colore grigio
ritardo due


esport

genere: confusione: inizio sostenuto su
fisicalismo post-iniziatico, appunto illustrazione generata né più né meno da
(un fatto:
ha gambe corte
tiene un’espressione originale mi rispetta proprio quando mi desidera ecc
sinteticamente si riduce e si ristruttura l’impianto minimo del dare, dell’avere - ovvio che si adatta, ne viene particolareggiato l'aspetto (di moralità specchiata, pensabile, precisamente
analisi originale: riassegnata al contesto
riprova, trasporta, opposto - viene prodotta una sintesi. a contrasto, a guazzo, alla cazzo - accenna a due

spirituale: azione: lo sposta - lo alza - lo esamina - semina origini - spiega come ordinare, analizza, si sposta, viene - semiotico relazionale - provano - spiegano - tirano
se da un lato identifica, dall’altro specifica - riassegnare alla dimensione, richiamo al moto proprio, perpetuo, conclude


discos

moto costante - applicabile - umor - liquor - sto - sfila - sfila male - reintrodurre risfilare
dichiarati, immediatamente accosentiti a cambiare - profilo migliore
gentilezze - cortesie - stare un gradino, una scaletta sopra - procedere per steps
relativo - la differenza un niente - notare quanto segue: la seconda parte è poca roba - più corta. limitarsi alle funzioni - umor - liquor

il lettore suppone che siate un id

in chiave domestica. perlustrativa. da spendere con un avanzamento interstizio (consistente in generi di

malattie:
perché non è ritorna? a: la trama sempre
a: selezione principale di
b: computare ricerca
a: equivalente al primo posto (grattare) la zona argento
seminare amene selvatichezze in attesa (con speranza) d’una chiamata
circa ieri. shak vita di h mill m vita di
a: segue a


fest

rosa modellanti) lucidi (sereni
approssimati integri
shapely & fine - gentile. ho apprezzato molto il suo int
ritenuto che mai che poiché tutti gli attacchi dei
reggere tenere il flusso rifiutare se reggere se tenere se fatti se
q: perchè a
q: come
non caratteri: poveri, legnosi attacchi di vista sar
custoditi da mancanze metaboliche domani, sì

mangiato con tristezza terribile ma basta, porzioni

essendo date contenzioni:
tutto visto con come punte stoccate da baleni bronzei (notturni
(quand’eravamo giovani eravamo
combattuto fuori - passaggi presi da fuori - tenere stringhe celesti bianchi (morbidi
(subito veri


sopor

contenuto:
note sul tempo a venire

perfezione non riuscita - bruciano punte di spazio. aperto. prolifico. disapprovare a

voce:
libro grande brillante di ashleigh, libro grande


chameleotoptor

così, giusto, occhiello, richiuso, foro rimesso a posto, al suo posto, alla portata delle dita
a: descrivete la vostra pagina profilo utente
qui per nuovi aggiornamenti - andare al testo: selezionare campi
disinserito - entrate formidabili di decisori
la risposta era: mary
disposto e misurato:
a:
oggetto: memorie da cinematografo
oggetto: per le istruzioni vedi sopra
osservato: a breve le osservazioni saranno modificate - commento
scritto, registrato
comportarmento aggiunto alla parte posteriore del
vista dentro:
precisamente: dentro oggetto del blockquote nella textarea del message
corpo a caratteri - osservazioni - altro commento, nel senso d’un sopra esterno. d’un dietro. dichiarano una v a forma di: finestre: opzioni relative:
questo l’oggetto
bordo oro cristallino: puro: completo:


baconmonk

dominanti: dare
risposta completa: baconmonkey del clown della scimmia misanthropic
risposta incompleta: alberino hiroshima
pellicola teatro senza sapere - inaspettato
opzioni: a partire da un sospetto punto di controllo - da un punto di controllo sospetto - di sicurezza - direttamente qui
non cominciate se cominciano mirate al volto, spaccate

il senso meno il costo (grattare) la parte oro
premere a sx il dispositivo d’ingresso - potete anche rispondere a questo

a commenta b: l’azione obiettivo del metodo, della forma, del metodo
chiede una replica - un assaggio
la risposta era:

cifratura breve: ha creduto di sembrare a qualcuno dice oh ha spento tutto e ha tirato - buona musica (graziosa
condotti ad azionamento d’incertezza
di qui
arresto critico
è
la risposta era: