venerdì 3 ottobre 2008
wsb,terza metà dell'arte
Pubblicato da riccardo cavallo a 09:44
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venerdì 26 settembre 2008
dal fondo manoscritto - atto unico in sette intervalli - scene ottava e nona (obscoena)

Si chiama natividad - intervallo ottavo di nessuno, a compendio
Demoiselles d'honneur et plateau - was ist Traum? - was ist Tod?
L'azione si svolge come segue: balla in un crescendo di fandango
Lotta contro un sé invisibile ne è sopraffatta lo sopraffà
Si straccia le vesti del tutto e le calpesta in un furioso
Battere di tacchi sull'impiantito di colpo le alogene
Lacerano la scena buia illuminando gli abiti stracciati e i passi finali
Si scalza con due calci uguali e distinti cala il silenzio e insieme il buio di colpo.
Lo sfondo testuale è una riscrittura redazionale del sonetto dannunziano intitolato Baccha. se detto suonerebbe come segue, se taciuto comparirebbe
come sopra. chi mi chiama? chi mi afferra? un tirso io sono un tirso coronato di fronde squassato da una forza furibonda mi scapiglio
mi scalzo mi discingo trascinami alla nube o nell'abisso sii tu dio sii tu mostro eccomi pronta centauro sono la tua cavalla bionda fammi pregna di te schiumo nitrisco tritone son la tua femmina azzurra salata come alga la
mia lingua - seguita alla nona eppure finisce qui
Dunque a sé stante
Spezzare il karma - di come possa il vuoto
Colpire il vuoto cioè in nessunissimo modo
Dunque in questo:
chi mi chiama nel passaggio dal fandango al rondò da questo
al minuetto e dal minuetto al fandango. la buccina notturna
del tritone? Il nitrito del centauro un tuono panico?
Son nuda. Ardo, gelo. ah chi m'afferra?
Pubblicato da riccardo cavallo a 12:39
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martedì 16 settembre 2008
atto unico in sette intervalli - intervalli sesto e settimo
Intervallo sesto - scena di apprendistato
Pare una mula strafatta, invece è:
un'asina che disarciona un cavaliere inesistente
si impenna
si inarca e contorce in un'impasse dentro la quale
non può più andare né avanti né indietro né a
sinistra né a destra di nuovo percossa si dibatte
finché un dio la possiede
entra in un'estasi d'angeli inaccessibile allo sguardo
che sventolano mazzi fioriti sguainano spade
eccola esistere lì di nuovo
per la prima volta
intervallo settimo - provvisoriamente ultimo
detto ritmico - ti saluto bestiario
ansima visibilmente con respiri discreti
fra ruggiti di varie belve e versi d'uccelli
rotola via scompare scomparendo torna
in pulviscoli che paiono coriandoli scoloriti
lunghe spirali di fumo interminabili a commentarne
la scomparsa. Infatti: è qui.
Pubblicato da riccardo cavallo a 17:31
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memoir foster wallace - atto unico in sette intervalli - da uno a cinque

Atto unico in sette intervalli
Intervallo uno - a HE XIANGU
Cade, per ripidissimo dirupo
Si rialza
Cerca, trova una pietra
L'ingoia vola via sparendo - è diventata
Immortale
alata ritorna.
Intervallo due - a Pernelle - aurora consurgens
Fissa nella pagina multicolore che legge e ricopia
Figure nelle lettere e lettere nelle figure
Poi fogli bianchi fino alla trasparenza l'avvolgono
Vagamente nuda in un sogno si rigira stirandosi
Fra i riflettori che simulano l'aurora.
Tre, detto del cigno
Invisibile
Gravita ammantata
In un incubo di monaca - scappa dalle vesti che cadono a terra
Rapidissimo sfreccia il corpo
Scompare
Un colpo d'ala improvviso
Di ritorno esce lo spettro in tenui luci di fiamme
Quattro, detto del ratto di PERSEFONE
Trascinata via qua e là
Afferrata
Abbracciata
Circondata
Resiste
cede
fugge
catturata
sparisce
riappare
fiori trascorrono in un lampo
quinto. intitolato: che stranezza che una bambina sapesse fare
una cosa così. To the lighthouse.
Autoimmolatasi su un altare di gigli
Nella luce fioca dell'abat-jour
Dunque si accarezza svanisce risorge
Sfolgora una stella.
Pubblicato da riccardo cavallo a 17:25
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venerdì 12 settembre 2008
trenini elettrici

Fu vano affaccendarsi di ostetriche intorno a una pezza tanta e ad un pozzo di dolore
Non ne resta che questa scrittura ad annientarne le rovine, era e sarà stato meglio il culo lemma da sempre stabilito di nobilissimi pensieri, meglio il culo e questo cinema, la più bella scatola di trenini elettrici, dulcinea in un disfraz, questione del buio che tutto ha inghiottito
Pubblicato da riccardo cavallo a 10:54
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Sensibili al cloruro - fondo dattiloscritto


Rito d’iniziazione sciamanica presso alcune popolazioni inesistenti dei deserti australiani: la più leggiadra fanciulla della tribù a 4 zampe nella capanna sacra il vecchio sciamano dal diritto di sentenza prende la bocca la nera bocca e il giovane il culo in ammissione di terrenità: a 6000 km di distanza due innamorati su una panchina confermano di non ricordarsi i propri nomi: essenze durissime si levano dalle ciotole d’osso sotto il tetto della capanna: e nel fumo urlante vedo me stesso e vedo il mio mostro: e gli sciamani continuano a pestare fino al fondo: in un crescendo di antiche agonie: e il mio mostro: non mi trovo pienamente d’accordo con qualcosa che si sta divorando: e gli sciamani le vengono dentro: ed assieme: un fiume nero la scuote: siglando il patto della loro intensa contemporaneità karmica: fidanzati che non trovano le proprie labbra al buio sono costretti ad azzannarsi
scegli come più ti piace essere sussurrata tra questi piccola mia e amoruccio e tartarughina pocahontas orsacchiottino
dammi quel fazzolettino
bella bergera e così sia
la fanciulla oltre gli schemi cucita ogni sua porta a trattenerne issata sopra un palo: io e il mio mostro danzando nell’ombra potremmo persino riconoscere la grazia del totem: il gusto del tempo: quando avrai finito di mangiarmi sarà quasi giorno ormai: potremmo andare a prenderci un caffè dei boulevards senza rivolgere la parola a nessuno: nemmeno a lei
Pubblicato da riccardo cavallo a 10:40
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Da testi già pubblicati: Cicli del Beccafumi
ella taceva
affondata e sospesa nel silenzio altissimo
dei suoi occhi, il Beccafumi concertava
traveggole e fughe, fra scorci scombinati e lascivi.
Un esercizio elisabettiano, per una sola mano
inizierebbe così: se vi fosse piuma, petalo, anello
o soffio, qui un segno (mi) è dato, degli occhi di ella
il silenzio immenso, saldato alla piega che
non è piega, e che cancella
tutte le parole, intelaiatura materialistica
del profumo e del sogno, e finirebbe così
press'a poco: ella taceva, affondata e sospesa.
ritratto (II) con paesaggio
Per qualche regina uscita un giorno
dal nero della terra nera uscita un giorno
della nera terra.
Per te il ventaglio schizofrenico dei gesti.
In una valle che va
più su
più giù
in un quadro perduto, in una perdita
che è musica, in una musica che
di luce perfonde le cavità bagnandole,
i rosoni -eccetera- dove il Beccafumi sorrise,
una volta ancora escogitata
la fuga.
e fu impaginatura liberty
con accenni ed accenti che il Beccafumi
spiava floreali, capocchie rosa o grigio fumé: fu
poeta persiano nella portineria
jolly di memorie, nel mazzo centrivoco e centrifugo
delle sue carte, che teneva sparse e riposte ovunque.
magicamente (ripeto: magicamente)
la figura fresca di lacche e di terre
iniziò: prese a dire
nel forse
nel può darsi
nel certo qual senso
nel su per giù.
Il Beccafumi taceva in un ascolto convesso,
di una convessità nomade, in fuga e che
perdeva sangue, logicamente.
Poi proseguì con il
non è un vizio è un'arte
perché, così.
IL TESTO CORROTTO DI UNA BIOGRAFIA
Una biografia moderatamente uretrale
circondato da culi il Beccafumi scorse
ancora un bicchiere, un piccolo calice di vetro,
e Sodoma sarebbe finita, mancava poco,
molto tempo aveva da trascorrere nel parco.
ancora una volta.
LE OTTO ETEROTOPIE DEL BECCAFUMI
Retrogadante granchio
lo sguardo bolliva acque la palude fumava da molto
aprì pianissimo le chele fisso nella lentezza del moto
una tenda fu scostata lasciando vedere la scena in cui si nascondeva
avrebbe bevuto tutto
gocce calde brillavano sulle sue labbra in figure di passaggio e fuga (uno)
fumo azzurro guadagnava un soffitto di crepe (due)
stringeva in mano un piccolo bicchiere (tre)
i suoi occhi ascoltavano suoni fluttuanti (quattro)
vedeva navigare la luna tonda a velocità folli fra le nubi (cinque)
correva di notte su un ponte altissimo ridendo a squarciagola (sei)
diveniva immortale fra le montagne (sette)
guardandosi in uno specchio incrinato si faceva penetrare (otto)
Cerca il mio volto in un vetro,
il mio sguardo nello spiraglio di una porta socchiusa
la gaiezza di Velazquez in una vampata: in questo buio
c'è un'infanzia ed il rumore si fa silenzio
una delle notti in questa fascia di fuoco
gocce e grovigli disperdono il tempo che è solo a patirli,
cerca il Beccafumi nello sgabuzzino
è stato il gatto, è
stato il gatto.
Mai più le urla ed il rumore di quel che sopravvive
o il lagno, o un che di diverso
dal canto dei violoncelli o musica
e dal volo lontano nera ala di corvo volteggiante
per un cavo cielo di piana apparenza
disturbino più il tuo orecchio; sia solo il silenzio
gridi le sue condizioni
ed i segni:
facciano quello che vogliono
che al sabato ti sciamano intorno
tu contemporaneo silenzioso, sciamàno,
fondatore d'ombre, uovo opaco del dissignificare perpetuo.
eccole d'argento le due e
molte lune, i cerchi
del respiro che naviga per
gli splendori notturni opachi o trasparenti
nell'ora stessa nell'ora differente
innumerevoli i dischi nella rotazione immobile
pura meraviglia circolare senza centro
senza fuori senza dentro, la dolcezza del ventaglio
lo sguardo, l'argento, i vapori di venere.
Tende o sipari, drappo di pieghe,
scura ombra densa e piena
in un blu di più blu dipinto luce passa
nasconde il separé della luna, investito
dal manto il corpo dello sguardo rientra
in sé fa corpo immortale, coincide
chi sa se con il blu. Il mattino dopo
fra il fumo del caffè cercò Artemidoro
fra il fumo della cioccolata cercò Apollonio
fra il fumo della pipa cercò la traumdeutung.
DOMINICUS VIDIT
Io, Domenico vidi la scena una sera,
filtrata da rami e rade foglie in forma di cuore,
le tre arcate con le tre luci
le due fiamme guizzare, correndo da un punto all'altro.
LE DUE LUNE E LA ROSA
Oro nell'azzurro e rami neri, giallo di luce
il Beccafumi di tale e quale profusione argomentando,
legni lucidi come e più di specchi,
una birreria sommersa dai fumi,
un atto mancato per la perdita di uno o più tempi,
l'atto mancante bevuto in sua assenza,
"avrò le due lune e la rosa"
sentenziò calandosi in gola un sole d'ombra, un oro bruno,
un globo, quasi di tenebra.
IL BECCAFUMI SI RIVOLGE ALL'AURORA DICENDOLE
fin da te è un abbraccio liquido
un aprirsi di corolle circolari, di piccoli calici
la serata precedente fra un'orchestra ed una luna pallida
lievemente gonfia.
IL BECCAFUMI NEL FUMOIR
Vide dio: chiamandosi teneramente
e per ischerzo guidogozzano o dylanthomas.
Era quetzalcoatl, il serpente
la grande bestemmia, il blu
dipinto di blu, il loico, il libidico,
il teologo, non si occupava
se non dell'invisibile.
Presto arriveremo a durango, o a bisanzio, là
dove il punto di vista crea l'oggetto
e fra due fiumi come il tigri e l'eufrate
o dove gioca la croce del sud in uno specchio tremulo
lì dove c'è una stella, una stella
che usciremo a rivedere, fanciulla,
sacra prostituta, manto di giaguaro
sei questo viso che ride d'ogni sciagura
e di tutte le catastrofi, questo scheletro perlaceo che non è più
un discorso, che non lo è mai stato.
Piange al capezzale dell'estate,
prevede scene turche, negre, torinesi,
sarà autunno felice per lunghe ombre nel pomeriggio,
aiole abbandonate, fumo fra i docks, arrivando come se fosse un'alba
e l'esperimento della gran vacuità.
Un sogno di vento: non è il diamante,
non è la sfera di cristallo:
la bolla, solo la bolla.
Di ottobre in un respiro lo stradario folle
la fine del sonno di millenni, la colomba,
l'interminata veglia che fu un concerto sospeso
lo scorso settembre
nel corridoio degli affreschi,
ritornare sui luoghi, sul luogo, tutti i luoghi
dove respirava, dipinto forse in forma d'isola
nel box, d'angelo o di nera nube, densa e gonfia.
IL BECCAFUMI IN ASCOLTO
Il Beccafumi intuì la fanfara
in un reticolo malatissimo a formazione simultanea
dal lato sx colavano rivoli
distendendosi filiformi
luccicando di perla di prussia di garanza
intuì la fanfara splendere beffarda
in un reticolo ritornante
nella grande salute, nel più gaio dei saperi.
non solo l'occhio
di tempo neppure una goccia.
Andromeda ed il Granchio retrogradante dimora come
al cinematografo la luna tenuta sulle ginocchia non
il tempo né l'occhio, potenza di luce non più che fumo
la sembianza fugace iterandosi, fiore d'acqua, non
più tempo solo una macchia e segno
il buco elastico della notte piena, né solo l'occhio.
Fu madrigale fra arabeschi hermetici
cantato nel silenzio di un'eleganza sinuosa
… ella giaceva riversa e soffusa
la luce discendeva
dalle quattro post meridiem
giù all'incontro in cui la notte (la Notte) ed il giorno (il
Giorno)
confricano le epidermidi in un movimento danzato,
che sia di due, di tre, di quattro;
che sia grigio, rosso, rosa,
o di un verde infante
prima, puerile poi.
avanti a lui sonagli d'avorio sferici
danzavano nell'utero, quel suono il Beccafumi
da tempo tentava di dipingerlo.
IL BECCAFUMI TROVA LA TROIA DI BENESSERE
Il Beccafumi si trovò
una troia di benessere.
Il tenue profilo, la dipinse
quasi occultata dal tronco dell'abete.
Il cielo divorato dai rosa in fondo.
Questa volta il Beccafumi erano in tre: in due specchi
dunque quattro, commentarono, e la nebbia saliva,
dodici di loro, tutti traditori, fissi nell'immobilità della fuga
con il bavero di pelliccia rialzato
(Huineng: non c'è specchio)
CHIUSA APOCRIFA (NATIVITA' DELLA VERGINE)
spazi bui dentro spazi ancor più bui
qui e davanti non c'è che altrove
in quest'ovunque d'apocalissi nerofumo
spariscono gli anni i giorni i tempi i luoghi.
I nonni di dio nel campo visivo
in quelle stanze dove il vuoto medita su
sé stesso. Presumibilmente: terminale
di sovrasenso l'accesso all'ipercosmo donde
di nuovo si esce per la prima volta
dal mondo
supposto epilogo
IL BECCAFUMI VIAGGIA IN UNA FINTA PRIMAVERA
era, sarebbe stata, lì da prendere
in sul parquet la vergine applicata
sfuggita dalla mano del falconiere
in spirali discendenti calava, la colomba
Pubblicato da riccardo cavallo a 10:34
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lunedì 8 settembre 2008
sensibili al cloruro - st


e sembrava gli piacesse.
La testa tra le gambe gli arrivava senza sforzo
alla base delle chiappe
per farsi da lì strada
aggrappandosi coi denti
un morso dopo l’altro
tra strati di vestiti.
Strappava via pezzi di pelle e di grasso
masticandoli del tutto senza fretta
ma senza d’atra parte ostentazione,
con pause occasionali in rari casi di scorreggia:
discretissime, tra l’altro.
All’osso non era interessato,
e ogni volta che coi denti vi arrivava
deviava, a spirale,
procedendo con perizia
a rodere ogni polpa
per lasciare per ultimo il buco del culo.
Le fibre striate dell’ano
gli diedero allora buona presa
per succhiare e masticare lo sfintere
il quale
(posso solo immaginare)
gli si andava riversando nella gola,
seguìto senza pause
dalle morbide spire intestinali.
Pareva assorto e intento,
(almeno fino a quando
la faccia fu visibile)
poi prese ad affondare
la testa dentro al culo
scavandosi la strada, senza dubbio,
boccone per boccone.
Intanto il di sopra del corpo
si mise gradualmente a diminuire,
le spalle, il torace, le braccia
risucchiate verso il centro del rituale,
con qualche affievolito scrocchio d’ossa,
da dentro,
e lo sprizzo
appena udibile, lontano,
del fluido che deflagra da una sacca dentro all’altra.
Così sui due fronti continuò l’introflessione
fino a quando tutto quello che rimase
eran le gambe, in linea retta,
attorniate dal cerchio del collo
piantato nel culo
ed ornate sulla cima dalle dita delle mani
che spuntavano
e ancora dondolavano
lente,
pacifiche,
nell’aria,
quasi morbidi tentacoli di attinia.
Tutto questo accadde alla fermata del bus dietro casa
e pensai “Cristo,
certa gente
non rispetta proprio niente”.
Poi arrivò il bus, puntuale al secondo.
Pubblicato da riccardo cavallo a 13:54
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sabato 30 agosto 2008
roberto cavallera-abilità del fiore d'arcadia


abilità del fiore d'arcadia
sul segmento guidato del taglio si fa la bocca una ferita. mandata giù accenna al disordine causato, un disordine tranquillo, dentro continui cambi di titolo. registrazione di cose per mezzo di riprese continue a includere a valutare. chiesto silenzio, si gira, s'avvicina, un'occhiata, una. ripresa una deviazione nella gabbia, una rappresentazione, all'incirca. sul segmento una giuntura una plastica. coperto tutto. si chiude, c'è gente. tirata su la garza fa vedere il segno, se tocchi senti la resezione dell'estremo, del distale, proprio così, esperta. che chissà com'è che cresce, che ricresce, di nuovo duro, bianco, no niente male ma un freddo. altro titolo, lui sensuale perfido e falso lei prepara una cosa con poco alcol, a bassa diffusione di calore, s'accorciano in accoppiamenti in unzioni
capitolo. lui puledro remissivo lei commerciante sposata con a. vanno di scena con slancio con credibilità. echeggiano iperboli
giugno. sul divano un colloquio incoerente sulla probabilità, sulla rappresentazione del tempo ecc. un masticamento ostruttivo impedisce una piena esposizione dei fatti, sul foglio data una flessione del collo, un sì, un no, letto un termine, immangiabile, immangiabile, no, immaginabile. una provvisoria delegazione di specie ospite avanza nell'aria, sposa corpi, si fanno aria, si fanno soliti, continuano la visita, occupano spazi. germinazioni bene allineate ma senza intenzione senza preparazione, dermatologie moltiplicate, code lunghe, sciolte, contano di fantasie, di portenti. sul braccio intorno, passato un coso intorno, un filo, poi drenano e chiudono, un male delle volte, proprio così, esperta. afona l'estate che sviene
Pubblicato da riccardo cavallo a 16:19
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venerdì 29 agosto 2008
narratologie e nuove epiche italiane: trame
01: felipe è uscito dal coma
...arnaldo consiglia a giulia di ignorare la sfida di laura e di scrivere un libro totalmente diverso. il padre di paola è a roma per affari. scoperta la verità su alberto, mira prepara la sua vendetta. vincenzo comunica a pietro che natasha è stata trovata morta. giovanni organizza un servizio fotografico con kimberly e coinvolge thorne che, allo studio, salva brooke da un incidente, ma la invita a dimenticarlo. beatrice, con grande sforzo, decide di non rivelare a benedetta che è sua madre, ma la bambina lo scopre dopo una splendida giornata con lei e paolo. diane rivela a victor che il bambino che aspetta è suo. ross, convocato dai genitori dei ragazzi sospettati di truffa, li informa che le case discografiche vogliono denunciarli. helio scopre che felipe è stato torturato e che è in coma. vittorio propone a flavia di usare la radio per cercare chi le ha ucciso il marito, ma lei rifiuta e, messa alle strette da vieri, si costituisce. una sera, paola e michele sono al ristorante, quando lui entra e vede sua figlia. renato sta per rintracciare il suo vero padre, ma ha bisogno dell'aiuto di costantino. il tribunale riconosce la paternità a deacon, che respinge le offerte dei forrester e degli spectra: vuole solo il piccolo eric. giuliano dice a elena che non saranno mai tranquilli finché tra loro ci sarà ettore. susan è fuggita a chicago per parlare coi nu ground. lo comunica a isa che ha una crisi di nervi e sviene. vieri convoca riccardo: lui sa che flavia è innocente e che lo fa per proteggere angelica. fa in modo di incontrarla, con grande emozione di entrambi. la cosa turba molto adriana, ma poi capisce che deve lasciarlo partire. ivan perde tutto al gioco. nikki si preoccupa per ashley, troppo impegnata nella battaglia contro victor e jack cerca inutilmente di convincerla a farsi da parte. harley propone di lasciarla agire da sola e di intervenire solo in caso di bisogno. mario, che ama isa, le procura un contratto per un disco. riccardo si autoaccusa dell'omicidio grimaldi e flavia viene rilasciata. giovanna, tornata dal brasile, si sfoga con tilli e cerca di staccare vera da max, mentre il rapporto tra giudici e tilly è sempre più intimo. un'inchiesta riserverà a valentina un incontro singolare, suscitando la gelosia di michele. marco non dà più notizie di sé. intanto, fra amber e rick torna l'armonia. ivan, in casa di rosa, tenta di simulare un furto, ma arriva ugo che cerca benedetta. jill torna da saint louis col certificato di nascita di mac dal quale risulta che è una chancellor. alvaro e sofia chiedono inutilmente il permesso di sbarco per axel. antonella dice a filippo che carlo non è suo figlio. alla life, michele smaschera graziella sarti, che cerca elementi per invalidare il testamento di elisa de marchis a favore di denise. teresa è pressata dalla difficile situazione della figlia, mentre silvia deve fare i conti con la sua vita e franco si scontra con domenico. mentre emilia rifiuta un invito a cena di giacomo, marco accetta di partecipare alla corsa "imbuto della morte". katherine si sente sollevata. a san cristobal, fra cassie e richard la situazione non migliora e il principe spera in una svolta facendo confessare il dottor weymouth, che però riceve minacce da edmund. cricket e michael continuano a litigare. sconvolto, filippo si rifugia a casa di ettore. l'hobby del giardinaggio porta teresa a condividere momenti divertenti con raffaele. nina propone un piano per evitare i licenziamenti alla gherardi. brooke e thorne, con la benedizione di bridget e della rassegnata kimberly, si ritrovano di nuovo insieme, felici. ashley e john apprendono che victor rinuncia alla causa contro la jabot. i nu ground ritirano la denuncia contro susan e amici. dopo un silenzio di 14 ore, radio carioca riprende le trasmissioni, ma il dip constringe armando a licenziare isa e mario. roberta confessa a nik di avere ucciso grimaldi, mentre franco rivela a paola il suo passato criminale. alberto, invece, andrà alla ricerca di mira, guidato da zatko, ma presto realizzerà di aver perso per sempre la donna che ama. marco viene a sapere che il suo avversario nella corsa clandestina è morto. intanto, ridge confessa a taylor che è lui il padre del bambino che morgan sta aspettando, lei reagisce con disperazione e vuole cacciarlo. ettore è furioso per come ivan sta gestendo il centro. billy e mac pensano di aver superato i loro problemi, ma jill minaccia la ragazza che, spaventata, pensa di lasciare billy. michelle supplica ray di aiutarla a riportare danny sulla retta via. l'havana viene chiusa e napoli occupata dagli americani. intanto, vieri non crede alle confessioni di flavia e di riccardo, che sembra vogliano coprire qualcuno. una confessione spiazza renato, e un'altra, quella che diego fa ad angela, porta sensi di colpa. adriana trova a casa un computer che pietro ha comprato per comunicarle via e-mail. morgan va a casa di taylor per un chiarimento e una discussione molto accesa sembra trasformarsi in tragedia. elena e giuliano si riappacificano, ma lei riceve dei fiori da ettore. ashley confida a olivia che fra lei e victor è finita. richard cerca di tirar fuori cassie, ma lei non intende tradire la promessa di fedeltà al popolo di san cristobal. per il bene dei due uomini che ama, isa decide di tornare a roseirau. paola, gelosa di viola, scopre che la donna aspetta un figlio da ettore. per valentina e michele è ora di una svolta. andrea e chiara fanno una gita in montagna... paolo caccia beatrice e ringrazia rosa per averlo aiutato con benedetta. ivan e victoria vanno da gary in carcere e lei sfoga tutta la sua rabbia sull'uomo. noah convince reva ad andare a pittsburgh, così non ci sarà quando josh e olivia si sposeranno. lei non vuole più vederlo, franco la consola... fatima decide di riprendere gli studi. matt vuole spacciare ecstasi nel locale, warton si ribella. mentre michelle mostra l'ecografia del suo bambino a meta, arriva claire, ma a lei impediscono di vederla. felipe esce dal coma, poi viene definitivamente scagionato, grazie a helio, che informa subito isa della liberazione dello zio oltre che della sua partenza per una missione pericolosa a napoli...
(continua...)
trame 02: un nuovo personaggio irrompe a palazzo
anita, seppur restia, comincia a provare dei sentimenti per massimo. alex decide di di tornare a minneapolis perché continua a sentirsi in colpa per la morte di malcolm. alan mostra a philip una busta contenente la fedina penale di gus. toni è arrabbiato per la fine del suo matrimonio e, per tirarlo su di morale, emiliano lo porta al bordello, dove il ragazzo dà prova della sua bravura come pianista. giulia riesce ad arrivare a napoli e quando penserà di aver perduto per sempre andrea, riceverà una bella sorpresa. scoperta da anna, silvia deve parlarle della sua relazione con pietro, dal quale le arriverà inattesa una richiesta di soldi. roberto fa credere a pierfrancesco che sua moglie è incinta. bridget è con brooke quando, improvvisamente, compare deacon. rosa e alessandro riescono ad entrare nell'archivio dell'orfanotrofio e trovano una valida traccia da seguire. paul confessa a cricket di essere ancora innamorato di lei. dopo aver sognato di nuovo il leone, cassie è convinta che richard guarirà. nel corso della serata malù svela a toni di essere l'amante di emiliano. dopo una serata di addio al celibato, marianna e diego festeggiano felici il loro matrimonio, quando all'improvviso una telefonata rischia di rovinare tutto. un nuovo personaggio irrompe al palazzo. giovanni decide di lasciare gigliola e tornare da mirella. eric organizza una cena per il ritorno di erica dall'ospedale e, ignaro che si tratti di sheila, invita anche la madre della ragazza. valerio scopre che la donna di gabriele è laura. reva è accanto a richard quando riapre gli occhi ma, subito dopo, l'uomo viene colpito da un altro ictus ed entra in coma. diego, ormai pressato dai creditori, si confida con eleonora. elena è prossima al debutto televisivo. pierfrancesco fa un regalo a rebecca, ma non è ciò che lei si aspettava. anita, sempre più coinvolta da massimo, non sa come nascondere i proprio sentimenti. rick va in arresto cardiaco e il dr. pierce gli dà poche ore di vita: l'unica speranza è un trapianto cardiaco, ma al momento non c'è un organo disponibile... zangao va a salutare julia e le chiede un bacio come ricordo. stefano ha un'idea folle per salvare paolo. giulia ristruttura il centro di accoglienza con l'aiuto di niko. alice cerca di riavvicinarsi al padre ma il suo tentativo fallisce. le ricerche di rosa e alessandro approdano di nuovo ad un punto morto. lo scontro tra lia e ginevra è inevitabile. ornella, grazie a raffaele, trova il modo di porsi con fabrizio. lisa è sempre più insofferente nei confronti dell'amicizia tra riccardo ed eliana. anita e massimo si baciano... per un banale contrattempo la finta gravidanza di rebecca rischia di essere scoperta. massimo respinge anita perché non può mettere in pericolo il suo ruolo di garante. billy e mac si danno un appuntamento nel parco. mel è disperata perché le condizioni del marito stanno peggiorando. a toni viene diagnosticata una polmonite. nella lotta per la propria innocenza, andrea incontra un nuovo ostacolo e questa volta lui e giulia hanno paura. a marina non sfugge la tensione tra michele ed elena e darà alla figlia il suo consiglio. rebecca riesce ad evitare di sottoporsi all'esame che rivelerebbe che non è incinta. erica scopre per caso che sua madre è stata sposata con eric forrester. alessandro è un po' scoraggiato per non essere riuscito a incontrare il notaio papisca. reva, rendendosi conto della sofferenza di richard, decide di staccare il respiratore. per viola, fare o no l'amore con matteo è un vero dilemma. riccardo accompagna eliana ad un appuntamento e questo scatena la gelosia di lisa. mac racconta tutto ad amanda, billy e larry, ma non viene creduta. maria, scoperto dove si trova toni, lo raggiunge e decide di rimanere con lui finché non sarà guarito. intanto, le speranze della famiglia galanti di ritrovare paolo svaniscono e stefano, chiuso nella sua disperazione, rifiuterà eleonora dandole un grande dolore. angela accetta di ascoltare le richieste di bruno, mentre franco minaccia il rivale. danilo dice a rebecca che non tornerà a lavorare con lei. scioccata, chiede spiegazioni a sheila che è costretta a raccontarle tutto. laura va da mister g e finisce in trappola. sharon chiede a nicholas di restare a vivere nei caraibi. cassie viene informata della morte di suo marito e, giunta in ospedale, lilian le dice che richard era un donatore di organi. farina dice a vincenzo che se francisca non ritroverà i soldi rubati, lui dovrà aiutarla a mandare avanti la fazenda. fra valentina e michele servono spiegazioni. giò, aiutando carmen, finisce in pericolo. alfio va a trovare alice per chiederle di ricominciare ad essere una famiglia. brooke decide di chiamare la sua bambina "hope". jack continua incessantemente a rimproverare la moglie di non averlo appoggiato con convinzione nella lotta per ottenere la custodia di kyle... farina si trasferisce a casa di francisca e beatrice gli dà il benvenuto. un misterioso uomo va a trovare massimiliano...
(continua...)
trame 03: giovanna muore
...giovanna smaschera giovanni e annega nell'alcol la disperazione. la storia tra donatello e piera sembra essere giunta alla fine. al suo risveglio donatello si rende conto che piera non ha dormito nella sua camera e sospetta che possa trovarsi da piero. donatello, in cerca di piera, va a casa di giovanni dove incontra piera e ne approfitta per scusarsi. ma prima dà a piera delle vecchie foto di suo padre, piera le vede e riconosce la donna ritratta con lui: è la madre di donatella. donatella cerca di confortare donatello che le ha rivelato di aver annullato i progetti matrimoniali con piera. in quel momento però giunge piera che lo caccia. donatello, sempre più in difficoltà con piera, continua a pensare a donatella. piera dice a donatella che è decisa a portare avanti il suo piano di seduzione nei confronti di giovanni per scoprire cosa lo unisce a giovanna. donatella, rimasta sola nell'ufficio di donatello, scopre la confessione scritta di piero in cui afferma di amare giovanna. nel frattempo, le cose per donatello si mettono davvero molto male. piera e giovanni vivono momenti di intensa passione. respinto da giovanna, piero cerca sfogo in una folle corsa in auto con donatella, mentre giovanna si confida con donatello. tra giovanna e donatello sembra nascere qualcosa mentre donatella percepisce che il fidanzato si sta allontanando da lei. piera cerca di riavvicinare donatella a giovanna, ma la ragazza è irremovibile. piera si rifiuta di nuovo di sposare donatello e l'uomo decide di andarsene. piera è disperata perché crede che giovanni e donatella siano amanti. giovanna scopre che giovanni forse è fidanzato con piera. per donatello e piera arriva il giorno delle nozze. mentre piera continua a vedere giovanni, giovanna mostra a donatello una strana ricetta. poco dopo i due vengono raggiunti da piero che, dopo aver colpito giovanni, minaccia donatello... donatello va di nuovo a giocare a poker ma continua a perdere e ad indebitarsi. giovanni lascia giovanna e chiede a piera di mettersi con lui. giovanna va da piero: ha ripensato alla faccenda di giovanni... donatello incontra giovanna sulla spiaggia e i due hanno una lunga conversazione. giovanna lo invita a lasciar perdere e di mettersi con lei, ma donatello non vuole sentire ragioni. giovanna viene assunta come commessa nella bottega in cui lavora piero. dopo una serie di dissapori con giovanni, piera decide di partire da sola per un week-end. malgrado sia sempre più innamorata di giovanni, piera decide di rinunciare a lui per evitare di far soffrire giovanna. donatella non riesce a sostenere l'interrogatorio di piero. giovanna scopre che giovanni l'ha lasciata perché è innamorato di piera. la ragazza, intanto, decide di scrivere una lettera di addio a giovanni che, però, viene vista anche da piera. donatella e donatello sono sempre più vicini, ma lei scopre un suo segreto. giovanna fantastica su come togliere di mezzo piera. donatella ha un altro flash della sua vita nei panni di giovanna. piero è scomparso e i suoi amici temono il peggio. donatello continua a corteggiare donatella e piero è molto geloso. piera incontra un affascinante medico in treno... giovanna, intanto, è eletrizzata dal fatto che piera se ne sia andata. giovanni informa giovanna di voler ospitare piera a casa sua. donatella chiede a giovanna notizie di donatello, ma la ragazza non risponde... donatella e donatello si incontrano poi sul lungolago e i due si baciano. terminato il week-end, piera arriva a casa di giovanni proprio mentre questi è tra le braccia di donatella in cerca di conforto. piera dà a giovanni un ultimatum per quanto riguarda il suo comportamento con donatella. donatella e donatello scoprono che giovanni è padre di entrambi. giovanna confida a piero l'imbarazzante situazione in cui si trovano donatella e donatello. nel frattempo donatello chiama giovanni papà. giovanni invita piera in un locale ma giovanna viene a saperlo e raggiunge giovanni per dirgli di disdire l'incontro con piera. i due finiscono per litigare. piero torna a casa felice e corteggia donatella. donatello ha un incontro prima con piera e poi con giovanna. giovanni comincia la sua vendetta contro giovanna e donatello. donatello e donatella passano la notte insieme. giovanna invece è disperata: giovanni l'ha lasciata per piera, che si sente in colpa per l'amica. donatello matura il proposito di dare una svolta al rapporto con donatella e anche lei è tormentata. dopo aver programmato un romantico weekend a parigi con giovanni, piera è costretta a rinunciarvi a causa del lavoro. donatella cerca di tenere lontana giovanna da piero, ma il suo tentativo fallisce. donatella dice a giovanna di essere innamorata di donatello... giovanni dice a donatella di essere suo padre... nonostante lo strano comportamento di piero, donatella e donatello organizzano un nuovo incontro segreto ma... giovanni propone a piera di affittare il loft sopra casa sua. donatella e giovanna vengono investite da un'auto pirata. donatella se la cava ma giovanna è molto grave... dopo un consulto, i medici dicono che per giovanna non c'è più niente da fare e acconsentono alla richiesta della donna di staccare le apparecchiature. quando giovanni arriva all'ospedale, la moglie sta morendo e gli chiede di prenderla in braccio perché vuole stare in piedi accanto a lui. giovanni la accontenta ma, quando sono in piedi giovanna muore. rientrato a casa dall'ospedale, giovanni ha un tenero incontro con piera...
(continua...)
Pubblicato da riccardo cavallo a 11:53
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roberto cavallera
sabato 23 agosto 2008
Particelle Instabili - L'eremita
L’eremita è un segaiolo che ha superato la fase banalmente porno e si masturba solo andando in un cinemino dove di pomeriggio proiettano il documentario
Silent Witnesses: America’s Historic Trees
Così detto sembra un segaiolo delle piante ma come si capirà meglio poi lo è del fotogramma.
TUTTA LA STORIA È MUTA:
La storia si apre con l’eremita, probabilmente spettinato e col cappotto stazzonato, che cammina spalle basse e accosto al muro di una città inutile. Passa davanti a varie vetrine di porno shops e cinemini osé senza curarsene. Si ferma davanti a un cinema dove proiettano il documentario Silent Witnesses: America’s Historic Trees. Sul manifesto c’è il titolo e un albero dall’aspetto di un enorme fallo zigrinato di bozze grasse.
Lui compera il biglietto scambiando uno sguardo di complicità (non ricambiato) con un cassiere pelato. Entra nella sala, che è completamente vuota.
Siede in prima fila. Vediamo scene alternate del documentario e di lui. Il documentario deve essere il più abulico e trito possibile, come il titolo promette: grandi paesaggi, alberi dall’aspetto vetusto, inquadrature di nidi, scoiattolini, superstar di 5-6 anni prima che appaiono come cameo a introdurre questa o quella sequoia.
Mentre il film procede implacabile, vediamo invece l’eremita sedersi in attesa affannata, guardare con aria sempre più arrapata, sbottonarsi la patta. Si vede che il membro è legato alla base da un giro di fil di ferro che lo stringe mostruosamente. Intorno al fil di ferro è gonfio e violaceo da ambo i lati, con bolle inquietanti e con purulente zone in rilievo. Lungo tutto il fusto spiccano vene scure che s’intrecciano convergendo in una cappella sproporzionatamente gonfia e costellata di capillari semiesplosi.
L’eremita si fa una sega muovendo su e giù della pelle che parrebbe altrimenti morta, mentre il membro resta sempre gonfio e molle nel contempo. Si vedono di lui espressioni indecifrabili tra dolore e piacere. Lacrime.
Primo piano di lui su cui appaiono immagini del documentario come se gliele proiettassero in faccia.
L’eremita manda un gemito (unico suono della storia) e fa una smorfia disumana; poi con mani tremantissime slega il filo di ferro e lascia spazio a un’eruzione in cui sperma, sangue e fango sgorgano accosti ma non mescolati nello stesso getto. Gliene spruzza sulla faccia, sui vestiti, sui sedili davanti, ovunque.
Pausa, in cui per tre o quattro vignette si vede solo il documentario. L’eremita riannoda il fil di ferro, si ricompone, esce gettando uno sguardo complice al cassiere che sta leggendo Linus e non lo caga.
NELLA PARTE DEL CINEMA, tutto sta all’abilità del disegnatore a costruire il montaggio tra scene del documentario e scene dell’eremita, rendendo il più assurdo possibile il contrasto tra un film sempre monotono e un accrescersi dell’eccitazione.
Si può fare con una serie circa di
2 vignette film – 1 eremita
1 film– 1 eremita
1 film – 2 eremita quando lui sta per venire. Poi la pausa tutta film che dicevamo.
Dopo che è uscito dal cinema, c’è una bella dissolvenza.
Stessa vignetta dell’inizio, l’eremita cammina lungo i muri, etc etc, ignorando il porno vero. Arriva allo stesso cinema di ieri, e vede che è chiuso. Sulla saracinesca sta scritto solo CLOSED, misteriosamente. Si capisce che lui è stupito.
Passeggia un po’ senza meta per la città. Entra in un parco. Vaga. Bambini, paperi nel lago, cani che afferrano il freesbee coi denti.
Si siede su una panchina in mezzo a due alberi esattamente identici a quelli ritratti nel documentario. Ma lui sembra non vederli, e si mette a piangere sileziosamente. Magari un’inquadratura ravvicinatissima dell’occhio con le lacrime che debordano può instaurare un’affinità visiva tra lacrime e sperma, ma non necessariamtente.
Mentre la sequenza d’immagini è tutta muta, le si potrebbe accostare il seguente testo, un lungo delirio a proposito dell’eremita dei tarocchi. Il testo andrebbe piazzato così:
TESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTO
TESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTO
VIGNETTA VIGNETTA VIGNETTA
TESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTO
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VIGNETTA VIGNETTA VIGNETTA
TESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTO
TESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTOTESTO
VIGNETTA VIGNETTA VIGNETTA
Il che non solo perché la pagina ricordi le figure dell’ I-Ching (cosa peraltro desiderabilissima), ma perché crei un attrito ulteriore tra lettura verbale (che deve andare avanti e indietro) e visiva (che procede più lentamente, e a scatti)
ECCO IL TESTO CHE VA ACCLUSO IN DIDASCALIA ALLA STORIA:
L’eremita ha la più dura delle mazze: pesta e ripesta mandragola e corniolo, trita il narvalo sui cocci d’ossidiana, sfibra il tiglio. Doma l’impeto sottile ma imperioso che si leva a notte fonda dai più oscuri e muscosi penetrali. Dove la roccia si fende, languidamente scostata dall’erompere del seme che proietta senza tema i suoi pazienti virgulti, lì si china l’eremita per vedere da vicino cosa accade quando il lento incatenarsi delle forze ctonie vibra, per la prima volta, solleticato da un anelito che a volte vorrebbe chiamare incertezza, talatra preferirebbe di designare quale desiderio (se solo tale parola trovasse luogo nel frastagliato lessico dei sassi), più spesso avrebbe forma di cicloide immensamente fissata su una lastra di basalto. L’eremita è un segaiolo. Conosce il lamento segreto di borragini e trifogli. Essendogli ignota la fretta, muta in polpa le scorze più tenaci. Di spora in spora, per spirali di soffioni, egli spande il suo sentire per i rami che s’inarcano gravati dalle pigne, per i fili sottili dei crescioni, sulle sbobbe schiumose che debordano silenti dalla carogna di un cinghiale ferito dal rotolare di un pietrone, trascinatosi che sputava sangue e merda per tre settimane, alla fine accosciato lì tra le foglie di castagno e confuso col paesaggio. L’eremita non rinuncia mai a nulla e dispensa preziosi consigli a chi s’asside, soppesando con libra precisa il trascorrere del tempo, sezionando senza enfasi il carapace generoso dei più antichi tra i cheliridi, dedicandosi con muta devozione alla geologica pratica della coobazione, peraltro non necessariamente intendendola. L’eremita, quando vede delinerasi l’arcobaleno tra i fili del ragno all’aurora, lo chiama amico, e ne viene ricambiato. L’eremita ha la più fina delle code: punge la volpe come il tafano, e tutto cristallizza col suo veleno nell’atto stesso in cui lo polverizza e soffia via, distrattatamente, a un nuovo stato. Se fosse fuoco, tutto quanto lambirebbe senza cenno di dolore; se fosse acqua, marcirebbe nelle ossa di una quercia millenaria per svaporare finalmente quando la scorza si squaglia, e mostra le nodose involuzioni. Il suo saio possiede l’attrito della pomice; col suo semplice passare, lui preleva dalla selva gli invisibili campioni di un’enciclopedia naturale che si va a depositare, diaristicamente, tra le leve e gli snodi di un corpo comunque obsoleto. L’eremita conosce la lingua segreta delle ghiande; sa leggere i ritmi con cui maliziose le felci socchiudono foglie al grigio brumoso di selva nell’alba d’agosto; sa dire il sesso dei funghi e vede il messaggio di un burattinaio infinitamente lontano lasciato nelle pieghe in cui s’avvolve il muschio per le crepe dell’olmo piagato dai lampi. Non c’è borborigmo di orso in letargo che l’eremita non abbia già sentito, e sentirà, e riconosca per fraterno. Avverte il proprio nome nel balzare strascinante dell’anfibio. Quando la larva lascia l’alveo glutinoso della cova, lui è lì. Lo reincontrerà davanti alle mandibole che stringono. I massi si piegano ad accoglierlo dove alfine si siede a contemplare, oppure li aveva già scavati col pervicace strofinare delle chiappe. Nelle volute del suo infaticabile pestello la materia, semplificata, si acquieta un istante, e tira il fiato. Sotto il volto l’eremita vede il teschio; sotto il teschio, l’atomo.
Pubblicato da riccardo cavallo a 11:21
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particelle instabili
venerdì 22 agosto 2008
didascalia iconografica e testuale che espone le operazioni condotte sul testo poetico fra i settanta e i novanta tuttora in corso
Pubblicato da riccardo cavallo a 13:18
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mercoledì 20 agosto 2008
metamorphoseon scripturae
nota alla coestensione della novella delle fontane
didascalia iconografica per scholia in tragica, uscita due
Pubblicato da riccardo cavallo a 05:41
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didascalie iconografiche
tema o soggetto per il sussidiario dell'arte, da una conversazione non ancora avvenuta
Pubblicato da riccardo cavallo a 05:33
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lunedì 11 agosto 2008
sussidiario d'arte - appunti di estetica di quindici anni prima, dai piccoli trattati dei nichilismi

l'opera può e deve essere trattata come un mito.
l'aisthesis moderna, che strappa l'anima al nulla.
Pubblicato da riccardo cavallo a 11:54
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sequitur da: proposito di novella
Discorso o trattato della natura, disse la sconosciuta, proprio lei, qualcosa di astratto fra il cielo e le colline, il piano fisso, chiara è la notte, che altro se non questo buio, straperso uno zibaldone di pensieri, che strade vi serpeggiassero lo lesse in queste parole, in sillabari di volta in volta assoluti
martedì 29 luglio 2008
conversazione intorno al piano fisso, deleuze parla di spinoza
È pure un certo modo di vita, vivere in un piano fisso. Non vivo più
secondo delle sequenze variabili.
sarebbe?
che possiede cioè tutti gli attributi, e ciò che chiamiamo creature non
sono le creature, ma i modi o le maniere d'essere di questa sostanza.
Pubblicato da riccardo cavallo a 07:26
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martedì 22 luglio 2008
paraph.ii-II
domenica 20 luglio 2008
proposito di novella
sussidiario d'arte - temi di poetica
Pubblicato da riccardo cavallo a 06:42
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piccoli trattati dei nichilismi - abstract#2
Pubblicato da riccardo cavallo a 06:37
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sabato 19 luglio 2008
Roberto Cavallera - AK
gli anni che restano. spenderli a manciate. come darsi in quello sguardo in quella bocca, quasi
divinità naturali stillate ai fianchi. sono due, sono bellissime, hanno qualcosa in mano, poi quattro o cinque buoni diavoli la prendono in giro. quello dai capelli rossi dice che non è poi così bella. le porta un sole arancione, no, viola. serve, dice, a sciogliere quella sua anima. fredda
l’altro tiene in bocca qualcosa o qualcuno: nessuno va a vedere
graffiata, ritagliata in carte, in tarocchi. le dicono che quella sorte sarà solo sua, sembra esserne lieta
lei è sulla porta, aspetta. lui le s’avvicina, a tentoni, alla luce d’una fiaccola improvvisata. forse la potrà baciare
pronta ad averlo, chiede più luce, e corde più resistenti. lo sa che nessuno può salvarlo, chiede. è una crema tenue quella che gli posa sulle labbra. lui ne indovina l’impasto, il colore, dice che no, non fa male
Pubblicato da riccardo cavallo a 19:29
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